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Scuola e informazione, giovani e sensibilizzazione. Parte da qui il progetto dell’Associazione Edela che punta alle scuole.

Campagne di sensibilizzazione su tutto il territorio nazionale mirate all’Uguaglianza e al Rispetto dell’Essere Umano, verso la Donna, iniziando dalla Scuola, quale istituzione fondamentale per ogni Giovane che sarà domani Uomo. Dall’infanzia si devono educare i bambini/e al rispetto e spiegare loro l’assurdità di qualsiasi violenza compiuta su un altro essere
umano ed è fondamentale insegnare che ogni Persona, senza distinzione di sesso, stato di salute, età, etnia, religione, caratteristiche fisiche, opinione politica, grado di cultura, istruzione, condizione sociale etc…, merita sempre un RISPETTO INCONDIZIONATO. Per eliminare le violenze, è necessario un cambiamento culturale − è uno degli obiettivi da
raggiungere − e auspicare all’uguaglianza degli esseri umani, di donne e uomini nella società, perché il progresso di una nazione e l’eliminazione delle violenze vanno di pari passo con il coinvolgimento attivo anche delle donne nella stessa società. In tutte le scuole del territorio nazionale si devono fare lezioni sulla prevenzione primaria delle violenze, fare incontri costanti, perché la mediazione scolastica favorisce lo sviluppo dell’empatia e i ragazzi imparano come gestire e superare i conflitti.

Edela è impegnata nel quotidiano per sostenere gli orfani di femminicidio e famiglie affidatarie. Abbraccia, guida e sostiene chi ha perso la madre in modo atroce, chi ha vissuto la violenza e il senso dell’abbandono, cercando di costruire insieme a loro un futuro migliore. Uno di questi orfani che fa parte della grande famiglia Edela è Carmine Ammirati, autore de libro “Là dove inizia l’orizzonte”, edito da Graus Editore. Carmine Ammirati ha portato e continua a portare nelle scuole un messaggio importante, confrontandosi in modo proficuo con gli studenti, con momenti molto forti ed emozionanti . L’orizzonte rappresenta per molti un punto di partenza, ma per Carmine Ammirati ha significato un nuovo inizio.

L’obiettivo dell’autore è quello di trasmettere ai giovani lettori l’importanza dei rapporti con i propri genitori e del non arrendersi davanti alle grandi difficoltà della vita,scegliendo sempre la strada dell’Amore invece che quella della perdizione e dell’odio. Il libro non riporta nessun accenno a fatti di cronaca, è pertanto idoneo a tutti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, a tutte le donne vittime di violenza, ai nonni affidatari, agli psicologi e ai centri antiviolenza che possano fare proprio il messaggio di amore dell’autore.

 

L’ASSOCIAZIONE EDELA ha anche istituito un Concorso nazionale  per le scuole con un premio rivolto agli alunni degli istituti di scuola superiore di I grado e II grado a partecipato e individuale. La prima edizione si è tenuta lo scorso anno, presto sarà presentata anche la seconda edizione.

 

CASERTA. Sarà presentato domani pomeriggio, a partire dalle ore 18, presso il chiostro di Sant’Agostino il libro di Carmine Ammirati “Là dove inizia l’orizzonte” – storie di orfani di femminicidio edito da Graus.

Parteciperanno ai lavori il sindaco Carlo Marino, l’assessore alle Pari opportunità Lucia Monaco e la presidente del comitato Pari opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Santa Maria Capua Vetere Olimpia Rubino che porteranno i loro saluti istituzionali.

Ad entrare nel merito del dibattito la consigliera di parità della Provincia Rosaria Calabrese, l’assessore alla Pubblica istruzione del Comune di Caserta Adele Vairo, la componente del comitato pari opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Santa Maria Giovanna Barca e la Presidente dell’Associazione “Edela” a sostegno e tutela degli orfani di femminicidio Roberta Beolchi.

Modera l’avvocato Francesca della Ratta, Componente Comitato Pari Opportunità Ordine degli Avvocati di S. Maria Capua Vetere.

“Là dove inizia l’orizzonte” si apre con una poesia che l’autore ha scritto e dedicato alla sua mamma, una mamma che non c’è più perché uccisa per mano del ‘suo uomo’.

Continuano le presentazioni in tutta Italia del libro Donne Bambine, Colonne e Regine di Marco Petrillo, edito dalla Graus edizioni. L’opera racchiude in sé un intento assai nobile: l’intero ricavato della vendita viene devoluto all’Associazione Edela che si occupa di aiutare gli orfani delle donne vittime di femminicidio. Domenica 10 marzo 2019 alle ore 18.00, in occasione della I domenica di Quaresima, si è svolta presso la Chiesa Madre di San Potito Ultra, la presentazione di “Donne Bambine, Colonne e Regine”, una raccolta di filastrocche edita da Graus Edizioni e firmata dall’autore Marco Petrillo che vuole celebrare la vita nelle sue forme più eclettiche e, in particolare, il genere femminile.

 

 

La presentazione è stata organizzata da Don Antonio Vincenzo Paradiso – il parroco responsabile della Chiesa Madre – con la collaborazione dell’Azione Cattolica di San Potito Ultra.

Gli organizzatori dell’evento hanno sposato la missione prefissatasi da Marco Petrillo, che con le sue filastrocche – dedicate alla fashion blogger Paola Laureatano, musa ispiratrice dell’autore – non solo tratta temi di profonda importanza, come la celebrazione dei valori familiari, l’esaltazione della bellezza femminile e la violenza di genere, ma ha deciso anche di appoggiare gli obiettivi dell’Associazione Edela, un’associazione no profit creata e diretta da Roberta Beolchi, che si occupa di sostenere gli orfani del femminicidio e le famiglie affidatarie su scala nazionale.

Il ricavato della vendita dei libri e – grazie alla generosità di Don Antonio Vincenzo Paradiso – anche le offerte raccolte durante la giornata, verranno devolute ai progetti di quest’importante associazione.

Il femminicidio è una vera e propria piaga sociale i cui reiterati casi sono quotidianamente l’argomento che investe stampa e Tg nazionali.  Troppo spesso, però, ci si sofferma solo sulla vittima, sul suo aggressore, sull’omicidio quale atto estremo al culmine di una escalation di violenze, sui conflitti psicologi che scatenano l’ira omicida, sulle denunce inascoltate o sottovalutate.  Ma dei figli che rimangono se ne parla abbastanza? Sono loro che hanno un bisogno reale e fattivo di aiuto dopo un trauma così importante. Sono quelli che restano indifesi e allo sbando, quelli che piangono una mamma che non c’è più e un padre (o un patrigno) carcerato o, peggio ancora, suicida.

Ed è proprio ai ‘dimenticati’ che l’animo sensibile di un raffinato rimatore come Marco Petrillo volge il suo sguardo.