“Con la sua appassionata azione, l’Associazione Edela copre un inaccettabile vuoto legislativo e normativo che riguarda gli orfani di femminicidio, minori, rimasti di colpo senza madre e con il padre suicida o in carcere, troppo spesso abbandonati al loro destino”. L’avvocato Alessandra Renzi, responsabile legale nazionale di Edela, rimarca il fondamentale ruolo di supporto garantito quotidianamente dall’Associazione guidata da Roberta Beolchi e chiede misure e politiche mirate per tamponare l’emergenza.

 

Avvocato, qual è il destino di questi minori?

Guardi, il solo fatto che, ancora oggi, non esista neanche un elenco ufficiale di questi ragazzi è la conferma della poca attenzione che c’è nei confronti di un’emergenza sociale che non può più essere ignorata. Parliamo di bambini e ragazzi che, non di rado, si ritrovano soli al mondo. La cronaca accende i riflettori, come è giusto che sia, sulla vittima e sul carnefice, ignorando che c’è anche chi dovrà provare a vivere oltre la tragedia.

Lo Stato cosa fa per questi ragazzi?

Poco o niente. Non è accettabile che non sostenga questi minori in nessun modo, sia da un punto di vista strettamente economico che con misure a sostegno della loro piena integrazione sociale. Edela è la portavoce di questa emergenza presso le istituzioni e le autorità competenti, oltre ad essere quotidianamente impegnata a sostenere economicamente questi minori.

I dati, non ufficiali, parlano di un mondo di circa 3mila ragazzi. Da dove bisognerebbe partire per iniziare a dare qualche risposta concreta?

Sarebbe opportuno prevedere sussidi e agevolazioni, come del resto già avviene per gli orfani della mafia o altre categorie di minori a rischio. Sarebbe fondamentale anche introdurre delle agevolazioni per facilitare l’accesso al lavoro, alla formazione e all’istruzione, fondamentali per favorirne la piena integrazione. Questi ragazzi hanno bisogno di studiare, senza un’adeguata cultura diventa difficile, se non impossibile, costruirsi un futuro.

Molti di loro sono affidati ai parenti più vicini.

Sono i più fortunati, ma sarebbe comunque auspicabile affiancare e monitorare le famiglie affidatarie, non sempre in grado di gestire situazioni così complesse. In molti casi si tratta di persone anziane, che magari non hanno neanche le risorse economiche necessarie. Servono fondi, risorse vere, altrimenti sarà impossibile per questi ragazzi costruirsi un futuro il più possibile normale. E poi ci sono tutti i risvolti psicologici.

Prego, continui.

Questi ragazzi hanno vissuto un trauma psicologico profondissimo che, inevitabilmente, li accompagnerà per sempre. Un fardello pesante che richiede un sostegno psicologico continuo, da affidare a professionisti qualificati, naturalmente a spese dello Stato.

Avvocato, lei fa parte anche della Onlus “Cavalieri di San Silvestro”, impegnata al fianco delle persone non abbienti. Quanto è importante il volontariato per chi vive situazioni difficili?

L’associazionismo è un mondo di straordinaria importanza, fondamentale per aiutare e far sentire meno sole tante persone. Ma attenzione, le associazioni che operano nel sociale non possono sostituirsi allo Stato. C’è bisogno di misure mirate e continue, di politiche serie, di risorse. Solo in questo mondo si potranno dare delle risposte concrete a emergenze sociali che, in troppi casi, restano ai margini, dimenticate.

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