Stop violenza Donne

Sin dall’infanzia si devono educare bambine e bambini al rispetto ed è necessario spiegare loro l’assurdità di qualsiasi violenza compiuta su un altro Essere Umano.
Per eliminare le violenze è necessario un CAMBIAMENTO CULTURALE, e uno degli obiettivi da raggiungere è l’uguaglianza degli essere umani, di donne e uomini, nella società.
Cominciando dall’infanzia, i maschi devono crescere con le stesse responsabilità delle femmine, tutti gli essere umani devono avere gli stessi diritti e gli stessi doveri. Il progresso di una Nazione e l’eliminazione delle violenze e delle guerre vanno di pari passo con il coinvolgimento attivo delle donne nella società.
L’ASSOCIAZIONE EDELA è fermamente convinta che in tutte le scuole si debbano tenere lezioni sulla PREVENZIONE PRIMARIA DELLE VIOLENZE, invitando anche i genitori e fare incontri con mediatori scolastici, perché questa favorisce lo sviluppo dell’empatia e i ragazzi imparano come gestire e superare i conflitti.
Per eliminare le violenze sulle donne è necessario anche sia divulgata nelle scuole l’educazione all’amore, importante e determinate perché non ci sarà mai un vero rispetto se le donne sono considerate oggetti sessuali.
Per questo l’ASSOCIAZIONE EDELA in virtù di tale importanza, considerando la SCUOLA una seconda Famiglia con il compito di essere il punto di riferimento per tutti, e ripartire da qui per una sana e concreta sensibilizzazione al Rispetto per il futuro di una sempre più civile Società.
L’ASSOCIAZIONE EDELA ha quindi istituito un Concorso nazionale 2018-2019 per le scuole con un premio rivolto agli alunni degli istituti di scuola superiore di I grado e II grado a partecipato e individuale.

I dirigenti scolastici e docenti, possono richiedere il regolamento scritto del concorso inetto dall’Associazione EDELA, direttamente al nostro contatto email:  info@associazioneedela.com

Locandina

“LE DONNE SONO LA SPERANZA E LA CONTINUITÀ DELLA VITA SUL PIANETA, SONO QUELLE CHE DANNO VITA ALLE FORME DELLA VITA”

per la Sensibilizzazione contro la violenza domestica al fine di
educare i giovani all’Amore e debellare le conseguenze della violenza:

IL FEMMINICIDIO E GLI ORFANI SPECIALI
Caserta, Sabato 24 novembre 2018 ore 10
LICEO STATALE “ALESSANDRO MANZONI”

Interverranno:

Adele Vairo – Dirigente Scolastico Liceo “A. Manzoni”
Nicola Graziano – Magistrato del Tribunale di Napoli
Cristina Grillo – Docente Liceo “A. Manzoni”
Roberta Beolchi – Presidente Onorario Associazione Edela
Sunny De Vita – Psicologa – Psicoterapeuta familiare
Segretario Vicario Cittadinanza Attiva e Tdm
Angelo Pisani – Avvocato e Autore

Modera:

Gabriele Manzo – Giornalista e Speaker di RTL 102.5

Locandina

Strumenti di valutazione e intervento nelle aree metropolitane

Camera dei Deputati, Sala del Refettorio, Palazzo San Macuto
21 Novembre 2018

L’Associazione Edela è una associazione no profit che si batte per la tutela ed il sostegno degli orfani di femminicidio e delle famiglie cui vengono affidati. Dopo diversi anni di studi, incontro diretti con le vittime, è maturata la convinzione di scendere in campo per dare una mano ad un numero di individui – il più delle volte minorenni e con gravi situazioni famigliari alle spalle – che si ritrovano senza alcuna garanzia sul proprio futuro, abbandonati dalle istituzioni e spesso dimenticati dalla società civile.<br> In Italia viene uccisa una donna ogni 72 ore. Un fenomeno, stando ai dati ufficiali della Polizia di Stato, che è ancora allarmante, sebbene il numero delle donne uccise si sia ridotto di poche unità rispetto agli anni precedenti: nei primi nove mesi del 2018, infatti, il numero delle vittime di genere<br> femminile è calato solo di 3 unità (dai 97 casi dello stesso periodo del 2017 a 94), ma solo in 32 casi si può propriamente parlare di femminicidio, i casi cioè in cui una donna viene uccisa in ragione del proprio genere. In tutto, nel 2016, sono state uccise 149 donne e nel 2017 il numero si è fermato a 123

Questo rende necessario una riflessione sui “Figli” del Femminicidio e cioè i bambini, protagonisti passivi e silenti di un delitto terribile – spiega il presidente onorario dell’Associazione Edela, Roberta Beolchi – Le cronache non ne parlano, perché spesso si tratta di minorenni e la stampa focalizza l’attenzio ne sulla donna uccisa e sul suo carnefice, trascurando quindi, la stretta associazione tra “donna e madre”

“I bambini subiscono passivamente dinamiche terribili di possesso,uccisioni,solitudine e dopo la tragedia si trovano senza la loro Mamma uccisa,e,senza il padre,in carcere a scontare la pena. I Figli del Femminicidio, oltre ad essere vittime, devono attraversare percorsi dolorosi per la loro psiche. Tribunali, servizi sociali, famiglie affidatarie o adottive e’ l’iter che purtroppo questi bambini devono seguire”

“Orfani la cui elaborazione del lutto,sarà complessa e controversia, dovranno elaborare la perdita di una madre ed allo stesso tempo la perdita del padre, per “altre” ragioni, dalla difficile, se non impossibile comprensione”

“Tremano, si isolano, hanno incubi,disturbi dell’attenzione a scuola, aggressività improvvise e balbuzie, psoriasi. Si sentono sciagurati, hanno continuo flashback,si colpevolizzano. Sono bambini protagonisti di un’atrocità senza confini deprivati di amore e di quell’indispensabile “base sicura” su cui fondare la futura forza psichica”